L'origine dell'attuale edificio risale al 1892, quando un politico di origine tedesca, Max Brandmeyer, suggestionato dall'amenità del luogo acquistò l'intera area, spoglia ed incolta con una piccola casa colonica e una stalla trasformandola in un lussuoso hotel di Sorrento.
La volle denominare "Villa Oasi", una visione romantica del sito, quale ultimo luogo di ristoro prima di inoltrarsi sulla località del "Deserto".
Il dottor Brandmeyer iniziò subito la costruzione di uno dei più bei resort di Sorrento e contemporaneamente bonificò la zona circostante adibendola alla coltivazione di alberi da frutta, in particolar modo di alberi di mele e pere. I lavori terminarono nel 1896.
La presenza del magnate tedesco, denominato dagli abitanti locali "0’ biondo", contribuì alla diffusione della coltivazione della mele tra i contadini di Sant'Agata, difatti egli ne piantò molte varietà che si fece mandare dalla Germania, trasmettendo ai contadini locali anche le diverse tecniche di coltura. Questi ultimi, con opportuni innesti, riusciranno ad ottenere la tipica mela "limongella".
Già agli inizi del 900 fu meta di personaggi illustri, che non solo vi dimorarono, ma ne decantarono la tradizionale cucina.
A "Villa Oasi" il biondo Max visse un'intensa e romantica storia d'amore con Enrichetta, una bellissima ed affascinante signora, anch'essa straniera, originaria di Odessa.
I due si dedicarono alla coltivazione dei sentimenti ed a quella terra fino al 1921, anno in cui decisero di trasferirsi a Napoli.
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